I vulcani sono dall’alba del tempo per gli uomini luoghi misteriosi dove le potenze divine operano i loro
imperscrutabili disegni.
Le lave spesso creano vari ambienti sotterranei, come tunnel di lava, fratture e condotti eruttivi, alcuni dei quali possono essere esplorati. Per gran parte della mia vita ho percorso i vuoti in rocce dalla diversa genesi, ma sono particolarmente legato alle lave per motivi anche professionali e di
residenza.
Una delle più esaltanti esperienze è comunque stata l’esplorazione di alcuni tunnel lavici di recente formazione, in condizioni ambientali caratterizzate da temperature fino a oltre 70 gradi centigradi,
quando la bassissima umidità e le forti correnti d’aria che percorrono le gallerie permettono di assistere alla rapida evoluzione di concrezioni effimere: è come vedere in un film accelerato una rappresentazione della formazione delle concrezioni calcaree, che impiegano invece centinaia o migliaia di anni per formarsi.
Infatti, nelle fasi iniziali dello sviluppo delle grotte laviche, si formano talvolta concrezioni di sali che durano solo per brevi periodi, e dopo una veloce fase di crescita restano stabili per settimane o mesi, poi si dissolvono con l’abbassarsi della temperatura e l’innalzarsi dell’umidità.
Ho avuto la fortuna e l’occasione di esplorare grotte anche all’altro estremo, in condizioni ambientali che si riscontrano in climi rigidissimi. Infatti in luoghi dove le temperature non salgono mai sopra alcuni gradi sottozero, come sui vulcani in Antartide o in altri luoghi a latitudini meno estreme su vulcani di grande altitudine, in presenza di fumarole si formano ambienti subglaciali per erosione termica della coltre nevosa perenne che li ricopre: le grotte fumaroliche nei ghiacci, o Fumarolic Ice Caves.
Un altro ambito affascinante con cui ho avuto modo di confrontarmi, è la possibilità di studiare la
colonizzazione di microorganismi sulle lave di nuova genesi, ma anche all’interno delle grotte fumaroli che subglaciali si sviluppano forme di vita uniche, che forniscono spunti per la ricerca sulla nascita della vita e sull’uso di organismi estremofili per scopi medici e altro.
Il denominatore di questi ambienti è sempre il fuoco, che per gli antichi alimentava le fornaci di Efesto. Il magma è di fatto la sorgente delle manifestazioni che ho illustrato, e la scintilla che ha permesso alla vita di apparire su questo pianeta, studiarne le manifestazioni è un po’ come onorare la nostra Madre comune.
Costacciaro 2026